Rendita ponte “con il buco”: ErreDiPi ha riaperto la faccenda, ma ora servono risposte… (aggiornamenti dopo il CdA dell’IPCT del 5.9.25)

Comunicato stampa di venerdì 5 settembre 2025

Spettabile Redazione,

Il 16 maggio di quest’anno ErreDiPi aveva difeso nel Consiglio di Amministrazione dell’IPCT l’idea che le 300 donne in prepensionamento nate tra il ’61 e il ’65 non potevano perdere per un cavillo il diritto alla rendita ponte che è invece garantito per i colleghi maschi. Secondo noi il CdA avrebbe dovuto attivarsi, fare della parità di genere una sua priorità e garantire che queste donne non avrebbero perso neppure un centesimo rispetto agli uomini.

Il resto del CdA, compresi i rappresentanti VPOD e OCST, aveva però votato di non fare nulla per queste donne e di non chiedere soldi ai datori di lavoro. “La rendita-ponte non è finanziata dall’IPCT e l’aumento dell’età AVS non l’abbiamo deciso noi… ci spiace per loro, ma non possiamo occuparcene noi e non è prudente chiedere ai datori di lavoro”. Sintetizzo in modo brutale, ma il succo era quello. Ed è tutto nero su bianco, nei verbali delle riunioni.

La faccenda era chiusa, morta e sepolta.

Poi ErreDiPi ha spiegato in modo chiaro, semplice e pubblico la faccenda (cf. LaRegione del 29 luglio: “IPCT, una rendita ponte incompleta per le donne”). E le cose sono cambiate un po’…

Oggi il Consiglio di Amministrazione ha riconsiderato la questione, l’ha riaperta. Non si è però deciso ancora nulla, perché le posizioni sono ancora troppo distanti. Stamattina ErreDiPi ha continuato a difendere con decisione il principio che non ci possa essere discriminazione per nessuna donna, e questa volta è stata supportata dai rappresentanti sindacali. Ci fa piacere che abbiano cambiato posizione.

Ma le 300 donne già prepensionate e le 100 donne che potrebbero ancora farlo hanno bisogno di risposte chiare e rapide. E non possiamo perdere altro tempo, perché una rendita ponte è un sostegno, un ponte, appunto, tra il prepensionamento e l’arrivo dell’AVS: e si sa, i ponti con i buchi non sono sicuri. 

Si poteva e si doveva già decidere oggi: ma per ora solo i rappresentanti dei lavoratori si sono espressi per una garanzia formale dell’IPCT in favore di queste donne.

Ma non si può ottenere tutto. Riaprire la questione era necessario e siamo contenti di esserci riusciti. Ora però servono risposte.

Ci abbiamo messo tanta energia nel guidare questa battaglia, stamattina e nei giorni e nelle settimane precedenti. Ecco perché vi arriva il comunicato solo ora: non abbiamo avuto tempo di pre-confezionarne uno…

Con i più cordiali saluti e ringraziamenti,

Angelica Lepori, Gabriele Colombo, Enrico Quaresmini

rappresentanti ErreDiPi per le assicurate e gli assicurati IPCT