Un nuovo concorso e regole trasparenti

Forse è il caso di pigiare il pulsante?

11 febbraio 2026, di Andrea Manna

“La nettezza della sentenza ci impone, a nostro giudizio, di chiedere al Consiglio di Stato, tramite lei, di organizzare senza indugi un nuovo concorso – con regole trasparenti – che metta alla testa della Sezione dell’insegnamento medio superiore qualcuno che conosca i licei ticinesi e la Scuola cantonale di commercio (e che i docenti possano riconoscere come guida)”. La richiesta, formulata con parole altrettanto nette, arriva da tre associazioni: Associazione dei docenti delle scuole medie superiori, ErreDiPi e Movimento della scuola. È contenuta in una lettera che hanno indirizzato alla direttrice del Dipartimento educazione cultura e sport (Decs) Marina Carobbio. La sentenza cui si riferisce la missiva è quella della scorsa settimana con la quale il Tribunale cantonale amministrativo – accogliendo il ricorso bis di uno dei candidati scartati, patrocinato dall’avvocato Gianluca Padlina – ha nuovamente annullato la nomina fatta dal governo di Désirée Mallè e Mattia Pini alla direzione congiunta, in ‘job sharing’, della Sims, la sezione del Decs cui compete il settore dell’insegnamento medio superiore. Il bando di concorso risale al marzo 2024: cinquantaquattro in totale le candidature. La designazione dei due è avvenuta nel luglio di quell’anno.

In attesa di ‘una nuova decisione’ del governo

Sul tema è la seconda bacchettata dei giudici d’Appello al Consiglio di Stato, e di riflesso al Dipartimento guidato dalla ministra socialista, dopo quella del febbraio dello scorso anno. Il Tribunale amministrativo aveva rinviato gli atti all’autorità di nomina, cioè il Consiglio di Stato, per “una nuova decisione”. Tradottasi, il mese successivo, nella riconferma di Pini e Mallè alla testa della Sims. Di qui il ricorso bis del candidato scartato. Il quale ha ottenuto ancora ragione. “La nomina dei due capisezione, che non disponevano della necessaria esperienza espressamente richiesta dal bando di concorso, si rivela illegittima”, hanno scritto i giudici nell’ultimo verdetto (per ora ultimo in ordine di tempo), rispedendo gli atti al governo. “Per una nuova decisione”.

Una nuova decisione che per le tre associazioni non può che tradursi, stavolta, nella pubblicazione, e al più presto, di un concorso “per la funzione di capo/capa” della Sims e in regole “trasparenti” nella procedura di selezione. «In questa storia chi ha sbagliato è evidentemente chi li ha selezionati e chi ha confermato, per due volte, la nomina: e questo nonostante la mancanza di ‘pluriennale esperienza gestionale nel settore della scuola’ e la mancanza di ‘pluriennale esperienza di gestione amministrativa e del personale’ accertate dal Tribunale amministrativo. Mi risulta peraltro che c’era più di un candidato con i requisiti a posto, ma niente da fare», dice alla ‘Regione’ Enrico Quaresmini di ErreDiPi, che con Paolo Galbiati, per il comitato dell’Associazione dei docenti delle scuole medie superiori, e Alessandro Frigeri, per il comitato del Movimento della scuola, ha firmato la lettera.

‘Intanto riforma studi liceali in stallo’

L’uscita in tempi rapidi di un nuovo concorso viene motivata nella missiva a Carobbio anche con “la situazione di stallo in cui sembra essere finita la riforma degli studi liceali”. Scrivono le tre associazioni: “Poco trapela, è vero, ma ci risulta che finora i gruppi cantonali di materia si siano occupati soltanto di un confronto preliminare e generico tra i piani attuali e quelli prescritti dal nuovo Pqs (Piano quadro degli studi per le scuole di maturità, ndr); che non sia stata ancora elaborata una griglia cui riferirsi per elaborare i nuovi piani; che l’unica discussione di cui si senta l’eco riguardi l’inadeguatezza della griglia attuale circa la quantità minima oraria prescritta dall’Ordinanza per le Arti; che la Sims non si sia ancora espressa sulla necessità di elaborare una sezione generale per il nuovo Piano cantonale degli studi liceali, come proposto dall’Adsms (l’Associazione dei docenti delle scuole medie superiori, ndr), finalizzata ad adattare il Pqs al contesto ticinese senza snaturare il liceo come scuola di cultura”.

‘… e i problemi restano’

Nella lettera si esprime pure preoccupazione per “la designazione, per incarico diretto, di un coordinatore della riforma del tutto digiuno di insegnamento liceale”. Intanto, evidenziano le associazioni, i “problemi” di licei e Scuola cantonale di commercio “restano intatti”. Elencano quindi quelli che considerano “più urgenti”. Fra cui: le griglie “sono troppo cariche e sottopongono allievi e allieve a una tensione che talvolta mina la loro salute”; le classi “sono troppo numerose e impediscono ai docenti e alle docenti di dedicarsi alla salute degli allievi”; i salari degli insegnanti “sono troppo bassi e negli ultimi anni hanno subìto una severa perdita di potere d’acquisto”; i compiti che i docenti devono assolvere “si moltiplicano, mentre peggiora la situazione di fragilità degli allievi e delle allieve e cambia radicalmente il modo di trasmettere il sapere”; il calo demografico previsto per i prossimi anni “potrebbe causare un problema occupazionale, visti il ritmo con cui il Dfa (Il Dipartimento formazione e apprendimento della Supsi, ndr) sforna nuovi docenti e l’intenzione del Decs di aprire concorsi per quasi tutte le materie”.

’Alla Sezione serve una guida competente’

Oltre che a rinnovare la richiesta di indire senza indugi un concorso per la funzione di capo/capa della Sezione dell’insegnamento medio superiore, “affinché la riforma che incombe abbia una guida competente, autorevole e riconosciuta”, le tre associazioni invitano la direttrice del Dcs “a considerare la possibilità di prolungare di un anno i lavori sul nuovo Piano cantonale degli studi”. Alla luce di quanto avvenuto in questi mesi, annotano, “crediamo che solo in questo modo sia possibile garantire un reale e pieno coinvolgimento del corpo docente nel delicato compito di trasporre nella nostra peculiare realtà cantonale le indicazioni del nuovo Pqs”.