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Simulatore tre piani

  • Immagine del redattore: erredipi
    erredipi
  • 20 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 21 mar


A partire dal 2025 ogni assicurata/o IPCT può scegliere tra tre piani adeguando l'importo dei contributi (quelli del datore di lavoro restano invariati).


La tabella sottostante mostra la panoramica delle aliquote rispetto allo stipendio assicurato. La cresta (margine sui contributi) è ancora presente in ciascuno dei tre piani ma sui contributi PLUS non è applicata.

Come ErreDiPi consigliamo di mantenere la scelta sul piano STANDARD.

Il piano PLUS non è davvero una novità perché i riscatti sono sempre stati possibili per colmare le lacune contributive. Inoltre, i contributi al secondo pilastro (regolari o volontari/riscatti) sono deducibili fiscalmente.

Il piano MINI richiede grande responsabilità ed andrebbe evitato in caso di redditi bassi.

Il simulatore mostra un possibile scenario al momento del pensionamento senza garanzie. Di principio eventuali imposte o contributi risparmiati andrebbero investiti privatamente in ottica di pensionamento. Questo richiede però attenzione e capacità da parte dell'assicurato.

Lo scenario finale è influenzato principalmente da:

  1. fiscalità;

  2. investimenti personali.



Alla seguente pagina è anche possibile scaricare il simulatore ufficiale di IPCT che tiene conto con esattezza delle mensilità (data di nascita e pensionamento esatti) ma non simula la leva fiscale.


Dichiarazione di voto ErreDiPi in CdA per approvazione del regolamento sui tre piani.


La proposta di diversi piani assicurativi (Mini, Standard e Plus) rientra sicuramente nelle competenze del CdA e quindi non vi sono ragioni di principio per opporsi al fatto che essa sia stata presentata. Facciamo tuttavia notare che l’art. 13 della modifica della Legge sull’Istituto di previdenza del Cantone Ticino (LIPCT) ha una forma potestativa: l’IPCT “può” proporre e non “deve”. Non ci pare che sia fin qui stato deciso di andare in questa direzione. A nostro modo di vedere non rappresenta né una priorità, né un’esigenza e pone alcuni problemi importanti. In particolare, dal punto di vista dei salari più bassi che dovessero scegliere un piano Mini, si pone il problema di una dinamica conflittuale tra gli interessi dell’assicurato a breve termine (aumento del salario disponibile mensile) e interessi dell’assicurato a lungo termine (contare comunque su una pensione maggiore). Non ci pare una buona cosa (e questo vale per tutti i piani assicurativi di questo genere) creare tensione tra questi due interessi che altro non sono che tensioni tra salario diretto attuale e salario differito futuro. Aggiungiamo che questa discussione avviene senza il sostegno di modelli e proiezioni che mostrino, sulla base di esempi concreti, quali sarebbero i vantaggi delle diverse categorie di assicurati che optassero per scelte diverse; né ci è stato indicato quale sia quantitativamente il ricorso fatto dagli assicurati a questi piani (e quale percentuale rappresentino su tutti gli assicurati attivi) nei Cantoni indicati come referenze (ad esempio il Grigioni). Infine, ci pare di poter scorgere in tutto questo una tendenza a spingere il 2° pilastro ad assumere sempre più i contorni e le modalità del 3° pilastro: una tendenza che non condividiamo. Alla luce di queste considerazioni, qualora il sistema di voto lo avesse permesso, avremmo optato per un’astensione; non potendo, esprimiamo un voto contrario.


 
 
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